Riflessioni tra innovazione e tradizione educativa.
Qualche mese fa ho avuto modo di fare una chiacchierata piacevole col mio consulente fiscale. Ci vediamo poco perché entrambi super impegnati ma quando lo facciamo, tolti i pochi minuti che dedichiamo al lavoro (ma sol perché poi deleghiamo la parte operativa 😅) il resto del tempo lo passiamo a parlare di macrosistemi, politiche economiche, sogni e progetti visionari.
Entrambi ci troviamo nella fase in cui i nostri figli hanno scelto quale scuola superiore intraprendere.
Sua figlia ha scelto il classico e mio figlio lo scientifico. E quindi ci siamo chiesti se, in una società in cui vi è la supremazia della tecnica, i licei servano ancora.
La rilevanza del liceo nel formare pensatori critici.
Uno dei miei Payoff preferiti è sempre stato quello di una campagna Pirelli, “La potenza è nulla senza il controllo”. E questa grande intuizione pubblicitaria ben si presta a capire quanto siano ancora fondamentali i licei per formare la prossima classe manageriale e dirigente.
Liceo: più di un curriculum, un Mindset.
Il liceo è un mindset, perché insegna il metodo, costa sacrifici e ti obbliga a ragionare (vedi le versioni di greco o latino o l’analisi matematica).
Tecnicamente sembra non dare nulla ai nostri ragazzi invece li forma all’arte del ragionamento, li abitua all’arte del “dissertare”, gli insegna che la filosofia è così importante perché nasce tutto da lì, dal pensiero che si fa parola e poi azione. E questa è anche la logica che sta dietro alle più riuscite strategie di marketing.
La prova del liceo nella società moderna.
Ho partecipato tempo fa ad un evento di settore pieno di ragazzi, ero il più vecchio tra loro.
Tutti tecnicamente veramente in gamba: in 2 ore buttavano giù landing page e automazioni di marketing fantastiche, che io avrei difficoltà a fare in due giorni!
Durante gli speech pratici e tecnici erano proattivi, sapevano tutto, anticipavano gli speaker e prendevano appunti (ossia facevano foto alle slide) in modo pedissequo.
Poi, ad un certo punto, c’è stata una rottura. È arrivato sul palco uno speaker che parlava di sovrastrutture mentali, che utilizzava la parola come strumento di rivoluzione culturale e lì si sono persi.
Tutti hanno iniziato a fantasticare, ad aprire Instagram per fare e vedere le stories, hanno quindi perso il contatto col relatore.
Perché non erano più abituati a “ragionare” nel senso più alto del termine, ossia a dissertare ponendosi domande che vanno oltre la struttura mentale tecnica.
Perché i licei sono indispensabili oggi.
Ed è per questo che i licei servono ancora, perché non dobbiamo rinunciare al pensiero diventando automi e soprattutto perché qualsiasi sia il mestiere che i ragazzi un domani faranno, lo devono fare con dignità, qualità e curiosità.
Inoltre, sono i licei la scuola che può formare al meglio i marketers del futuro, perché oggi il marketing è il frutto di ragionamenti più ampi che creano connessioni tra le tante discipline umane come la statistica, l’economia, la filosofia.
